Mauro Molle: frammentazione, mito e identità contemporanea
Mauro Molle nasce a Roma nel 1977. La sua formazione artistica si sviluppa all’interno di due istituzioni fondamentali per la tradizione figurativa italiana: l’Accademia di Belle Arti di Roma e la Scuola dell’Arte della Medaglia presso il Poligrafico e Zecca dello Stato. Un percorso che unisce ricerca espressiva e rigore tecnico, e che fin dagli esordi indirizza il suo lavoro verso una riflessione profonda sulla forma e sul significato dell’immagine.
A partire dal 1998, Molle avvia la propria attività artistica come pittore, esponendo in Italia e all’estero e costruendo nel tempo un linguaggio visivo riconoscibile e coerente.
La pittura come indagine sull’uomo
Al centro della ricerca di Mauro Molle si colloca l’uomo contemporaneo, osservato nelle sue contraddizioni, fragilità e trasformazioni. La pittura diventa uno strumento di analisi, un mezzo per raccontare una realtà complessa, stratificata, in continuo mutamento.
È con la serie “Decostruzioni” che l’artista definisce in modo più netto il proprio stile: figure dinamiche, spesso colte in pose impossibili, corpi che sembrano frammentarsi e ricomporsi, come se fossero attraversati da un processo evolutivo ancora incompiuto. La forma non è mai statica, ma sempre in tensione, sospesa tra equilibrio e disgregazione.
Tra mito, simbolo e consumo
Il lavoro di Molle si muove costantemente tra verità e apparenza, tra dimensione mitica e quotidianità contemporanea. Nelle sue opere convivono riferimenti alla storia dell’arte, miti senza tempo e simboli della modernità, spesso trasfigurati in oggetti di consumo.
Eroi effimeri, icone nate e rapidamente dimenticate, prodotti elevati a totem — telefoni, computer, libri chiusi, t-shirt brandizzate — diventano elementi centrali della composizione. Oggetti assimilati dalla società contemporanea, metabolizzati ma mai realmente digeriti, che l’artista restituisce allo spettatore come immagini cariche di ambiguità e tensione critica.
In questo senso, la sua pittura non è mai descrittiva, ma interpretativa: ogni elemento è carico di significato e invita a una lettura che va oltre la superficie.
Un percorso espositivo internazionale
Nel corso degli anni, il lavoro di Mauro Molle viene presentato in numerosi contesti espositivi internazionali, tra cui Londra, Atene, Dubai, Berlino, oltre a diverse città italiane come Milano, Bologna e Roma. Parallelamente all’attività pittorica, l’artista approfondisce lo studio delle tecniche incisorie, in particolare l’incisione calcografica, collaborando con una storica stamperia romana.
Questo dialogo tra pittura e incisione arricchisce ulteriormente la sua ricerca, permettendogli di tradurre il proprio immaginario in linguaggi differenti, mantenendo però una forte coerenza espressiva.
Le incisioni: icone reinterpretate
È proprio attraverso le incisioni ad acquatinta che Mauro Molle entra nel percorso curatoriale di Domi Gallery. In queste opere, l’artista rielabora alcune icone del design e dell’immaginario collettivo italiano — come Il Maggiolone, la Vespa e la Fiat 500 — trasformandole in immagini sospese tra nostalgia e riflessione contemporanea.
Non si tratta di semplici omaggi, ma di reinterpretazioni simboliche: oggetti che hanno segnato epoche e stili di vita diventano segni grafici essenziali, parte di un’iconografia che dialoga con la memoria collettiva e con l’identità culturale.
Mauro Molle e l’identità di Domi Gallery
All’interno di Domi Gallery, il lavoro di Mauro Molle si inserisce in un discorso più ampio sul rapporto tra arte, simbolo e società contemporanea. Le sue opere incarnano una ricerca visiva che non si limita all’estetica, ma invita a interrogarsi sul presente, sulle immagini che ci circondano e sul modo in cui esse contribuiscono a definire chi siamo.
Un percorso artistico solido, stratificato e in continua evoluzione, che trova nella galleria uno spazio di dialogo e valorizzazione.
