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La fotografia Glamour e i nudi artistici

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Glamour: seduzione, immaginario e fotografia

Glamour è una parola di origine scozzese che rimanda al concetto di fascino e seduzione. La fotografia glamour nasce proprio da questa idea: un linguaggio visivo che suggerisce, allude, gioca con l’immaginario dello spettatore attraverso un erotismo sottile e mai esplicito.

È una fotografia che non mostra tutto, ma lascia spazio all’interpretazione, costruendo un dialogo silenzioso fatto di sguardi, pose e atmosfere.

Il corpo femminile nella storia dell’arte e della fotografia

Il corpo femminile, desiderato e idealizzato, è da sempre uno dei soggetti centrali della storia dell’arte. Già nei primi anni del Novecento, a Parigi, circolavano fotografie dal carattere velatamente erotico, destinate a un pubblico selezionato e curioso.

Negli anni Venti e Trenta prende forma il mito della pin-up, inizialmente attraverso illustrazioni – come quelle di Art Frahm, con figure femminili ammiccanti e situazioni ironiche – e successivamente attraverso la fotografia. Attrici come Ava Gardner, Jessica Lake e Rita Hayworth entrano così nell’immaginario collettivo, contribuendo a definire un’estetica sensuale ma controllata, destinata a segnare intere generazioni.

Gli anni Cinquanta e il nudo fotografico

Negli anni Cinquanta il nudo fotografico assume una nuova centralità, muovendosi tra eleganza formale e pudore. In questo periodo si diffondono i cosiddetti “Nus Artistiques”: piccoli scatti in bianco e nero che ritraggono modelle nude in pose misurate e armoniose, pensati per essere osservati con discrezione.

Si tratta di immagini che riflettono una concezione del corpo come forma estetica, più che come oggetto esplicito di desiderio. Un approccio che caratterizza molta della produzione fotografica dell’epoca.

Nel 1953 una fotografia destinata a diventare iconica appare sulla copertina di una rivista americana: una giovane donna bionda, sorridente e nuda. Si chiamava Norma Jeane; di lì a poco il mondo l’avrebbe conosciuta come Marilyn Monroe.

Il glamour nella contemporaneità

Con il passare del tempo, il glamour si sposta progressivamente verso il mondo patinato della pubblicità e della moda. La fotografia glamour contemporanea lavora per simboli, concentrandosi sugli elementi che circondano il soggetto: abiti, accessori, luci, gesti.

L’erotismo diventa suggerito, mediato dal contesto culturale e dal pubblico di riferimento. Ciò che resta centrale è il gioco di complicità tra fotografo e soggetto: più questo rapporto è intenso e consapevole, più l’immagine risulta efficace.

Autori e visioni

Tra i nomi più noti del panorama internazionale del glamour fotografico spicca David LaChapelle, autore di immagini fortemente costruite, teatrali e simboliche. In Italia, questo linguaggio trova una declinazione personale nel lavoro di Mimmi Moretti, fotografo e fondatore di Domi Gallery.

Le sue immagini si collocano in una tradizione che unisce eleganza formale, attenzione alla composizione e una lettura colta del corpo e della sensualità.

Il glamour alla Domi Gallery

All’interno della proposta curatoriale di Domi Gallery, la fotografia glamour e il nudo artistico sono presentati come espressioni di una ricerca visiva che attraversa il tempo. Opere selezionate non per provocare, ma per raccontare l’evoluzione di un linguaggio fotografico che ha saputo trasformare il desiderio in immagine.

La fotografia glamour diventa così uno spazio di osservazione e riflessione, in cui estetica, storia e immaginario collettivo si incontrano.


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