Vespa e immaginario italiano: icona di libertà e stile
Nel 1953 Audrey Hepburn percorre le strade di Roma in Vespa accanto a Gregory Peck, consegnando al cinema una delle immagini più iconiche del Novecento. Anni dopo, Nanni Moretti attraversa in Vespa i quartieri della Garbatella, trasformando il mezzo in un simbolo intimo e quotidiano della vita urbana italiana. A distanza di decenni, la Vespa continua a riaffiorare nella musica, nella pubblicità e nella cultura visiva collettiva.
Questo scooter diventa così molto più di un mezzo di trasporto: è un emblema della Dolce Vita, della libertà, della leggerezza e di un certo modo di vivere il tempo e lo spazio.
La Vespa nella cultura visiva contemporanea
A partire dagli anni Sessanta, la Vespa entra stabilmente nell’immaginario popolare internazionale. Compare su poster, fotografie, magliette e campagne pubblicitarie; viene guidata da attori celebri e pin-up, reinterpretata in illustrazioni dal gusto retrò e in immagini che celebrano l’idea di un’Italia elegante, ironica e solare.
È un simbolo che attraversa epoche e linguaggi, capace di adattarsi a contesti diversi mantenendo intatta la propria forza evocativa.
Kobalt: pop art e stratificazione temporale
Tra gli artisti presenti in galleria, Kobalt, artista francese nato nel 1970, rappresenta una delle voci più interessanti della scena pop contemporanea. Dopo una lunga esperienza come grafico pubblicitario, approda all’arte visiva diventando uno dei pionieri della creazione artistica assistita dal computer.
Le sue opere, diffuse attraverso piattaforme digitali e gallerie internazionali, si distinguono per un linguaggio immediato e fortemente riconoscibile.
Giocare con il tempo e con le icone
Il lavoro di Kobalt si fonda su un continuo dialogo tra passato e presente. L’artista rielabora icone della cultura pop, del consumismo e dei grandi brand, riflettendo sulla distorsione operata dai mass media e sulla trasformazione delle celebrità in figure mitiche.
Le sue immagini sono costruite per essere immediatamente leggibili, ma allo stesso tempo stratificate: dietro la superficie brillante si nasconde una riflessione sul tempo, sulla memoria collettiva e sulla potenza simbolica delle immagini.
Un’immagine dell’Italia tra mito e immaginazione
All’interno della selezione di Domi Gallery, una delle opere più rappresentative di Kobalt è quella che richiama in modo diretto l’immaginario italiano. Un’immagine che rievoca la spensieratezza, l’eleganza e il gusto per la vita che, soprattutto all’estero, vengono spontaneamente associati al Bel Paese.
Osservandola, affiorano richiami cinematografici e visivi che rimandano alla Roma degli anni Cinquanta, al fascino della Vespa e a un’idea di estate sospesa nel tempo. Un’interpretazione contemporanea della Dolce Vita, filtrata attraverso il linguaggio pop e digitale dell’artista.
Tra nostalgia e contemporaneità
L’opera di Kobalt si colloca in quello spazio sottile tra nostalgia e attualità, dove le immagini del passato vengono rilette con strumenti contemporanei. È proprio in questa tensione che risiede la forza del suo lavoro: la capacità di parlare a un pubblico ampio, evocando ricordi condivisi e al tempo stesso interrogando il presente.
All’interno del percorso curatoriale di Domi Gallery, queste opere diventano un punto di incontro tra cultura pop, memoria visiva e collezionismo contemporaneo.
