NUOVI ARRIVI: immagini Vintage e Polaroid
NUOVI ARRIVI: immagini Vintage e Polaroid
Cart 0

"Alone": momenti di solitudine in una megalopoli

Alone Fotografia Mimmi Moretti Street Photography

Alone: solitudine urbana e alienazione contemporanea nelle fotografie di Mimmi Moretti

Quando immaginiamo una grande città — una metropoli come Londra, New York o Tokyo — pensiamo istintivamente alla folla. Strade affollate, metropolitane gremite, parchi e negozi attraversati da un flusso continuo di persone. La presenza umana diventa parte integrante del paesaggio urbano, così abituale da risultare quasi invisibile.

È proprio questa abitudine a rendere destabilizzante il suo contrario: l’assenza. Ritrovarsi improvvisamente soli in uno spazio pensato per essere condiviso può generare una sensazione di estraneità e disorientamento. È questo stato emotivo, sottile e inquieto, che Mimmi Moretti esplora nel suo progetto fotografico Alone.

La città senza folla

Alone nasce dall’osservazione di un paradosso urbano: anche nelle metropoli più dense e popolose è possibile sperimentare momenti di solitudine assoluta. Attese notturne, angoli marginali, pause inattese nel ritmo frenetico della città rivelano scenari quasi irreali, in cui lo spazio sembra dilatarsi e l’essere umano apparire improvvisamente fragile.

Moretti cattura questi istanti con uno sguardo attento e silenzioso, trasformando luoghi familiari in ambienti sospesi, prossimi all’idea di una città fantasma.

Tokyo come paradigma della solitudine

Nel progetto, Tokyo assume un ruolo centrale. Considerata una delle megalopoli più popolose al mondo, la città giapponese incarna l’idea stessa di densità urbana. Eppure, come racconta lo stesso fotografo, è proprio qui che emergono alcuni dei momenti più emblematici della serie:

“In una città immensa come Tokyo ci si aspetta di vedere sempre molta gente intorno a sé. Uno degli aspetti che mi hanno colpito sono alcuni momenti che ho potuto catturare, in cui l’essere umano appare solo in un ambiente vasto che sembra quasi disabitato. Un paradosso in cui luoghi che dovrebbero pullulare di individui appaiono deserti, e la solitudine dell’uomo si staglia improvvisamente davanti agli occhi.”

In queste immagini, Tokyo perde la sua dimensione iconica e spettacolare per trasformarsi in uno spazio introspettivo, dove l’individuo sembra smarrirsi nella vastità dell’architettura.

L’uomo come presenza fragile

Nelle fotografie di Alone, la figura umana è spesso ridotta a un elemento minimo all’interno della composizione. Un passante isolato, una figura ferma su un tetto, un individuo che osserva o attende. La città, con le sue strutture imponenti e le sue geometrie rigorose, domina la scena.

Questo rapporto di scala accentua il senso di alienazione contemporanea: l’essere umano appare piccolo, vulnerabile, quasi estraneo allo spazio che dovrebbe appartenergli. La fotografia diventa così uno strumento di riflessione sul rapporto tra individuo e ambiente urbano, tra presenza e isolamento.

Un silenzio visivo

Dal punto di vista formale, le immagini di Alone sono costruite con grande attenzione alla composizione e alla luce. Il silenzio diventa elemento narrativo: non ci sono gesti eclatanti né azioni riconoscibili, ma un’attesa sospesa che invita lo spettatore a soffermarsi.

La città, privata del suo rumore visivo e umano, si trasforma in un luogo mentale, uno spazio in cui lo spettatore può proiettare le proprie sensazioni e memorie.

Alcune opere del progetto

All’interno della serie Alone si collocano fotografie come Fashionist, Police Man on the Roof e The Guardian, immagini che declinano il tema della solitudine urbana attraverso soggetti e contesti differenti. In ciascuna, la presenza umana è centrale ma mai dominante, sempre in dialogo con l’architettura e lo spazio circostante.

Queste opere non raccontano una storia chiusa, ma suggeriscono una condizione, lasciando allo sguardo di chi osserva il compito di completare la narrazione.

Alone alla Domi Gallery

Nel percorso curatoriale di Domi Gallery, Alone rappresenta una riflessione visiva sulla contemporaneità e sulle contraddizioni della vita urbana. Le fotografie di Mimmi Moretti si inseriscono in una ricerca più ampia sulla memoria, sul tempo e sull’esperienza individuale nello spazio pubblico.

Un progetto che invita a rallentare, osservare e riconoscere nella solitudine non solo un’assenza, ma una condizione profondamente umana.

 


Older Post Newer Post