Il Perugino e lo sguardo contemporaneo: I colori del Divin Pittore di Raffaella Franci
Pietro Vannucci, detto il Perugino, nasce nel 1446 a Città della Pieve, proprio nel palazzo che oggi ospita Domi Gallery. Figura centrale del Rinascimento italiano, muore nel 1523 a Fontignano, colpito dalla peste, nel momento in cui la sua fama è ormai consolidata. Considerato dai suoi contemporanei il “Divin Pittore”, Perugino diventa un punto di riferimento imprescindibile per la pittura del Quattrocento e per intere generazioni di artisti, tra cui Raffaello.
La sua arte è caratterizzata da una grazia misurata, da un equilibrio compositivo rigoroso e da un uso del colore che contribuisce a creare atmosfere di profonda serenità e contemplazione.
Raffaella Franci: fotografia, viaggio e ricerca visiva
Raffaella Franci, fotografa romana, sviluppa il proprio percorso tra street photography, reportage e fotografia subacquea. Nel corso degli anni realizza documentari per enti pubblici e privati, affiancando alla produzione professionale una ricerca personale nutrita dal viaggio e dall’osservazione del reale.
I numerosi spostamenti in contesti geografici e culturali diversi le consentono di affinare uno sguardo attento ai dettagli, alle sfumature emotive, ai paesaggi e ai volti. Nonostante una carriera di respiro internazionale, Franci mantiene un legame profondo con l’arte italiana, in particolare con il Rinascimento e con la figura di Pietro Vannucci, il Perugino.
Il fascino del Rinascimento
La fotografa dichiara apertamente la propria attrazione per l’estetica peruginesca:
“Sono incantata dai tratti gentili, dalla grazia delicata e malinconica delle figure, dall’equilibrio sereno delle ambientazioni architettoniche e paesaggistiche. Incantata dai colori, a volte marcati, a volte tenui, ma sempre stupefacenti nella loro bellezza. L’azzurro oltremarino, i verdi delle colline umbre, i rossi, i gialli, i blu e il nero. Incantata dalla ‘dolcezza dei colori unita’, come la definì Vasari.”
Questa fascinazione non si traduce però in una semplice citazione o riproduzione dell’opera rinascimentale, ma diventa il punto di partenza per una rielaborazione visiva contemporanea.
I colori del Divin Pittore: un dialogo tra epoche
Il progetto fotografico I colori del Divin Pittore nasce dall’intento di accentuare ed enfatizzare il colore nelle opere del Perugino, portandone alla luce la forza cromatica attraverso un linguaggio attuale. Franci fotografa i dipinti rinascimentali e successivamente interviene sulle immagini con un’elaborazione grafica che ne trasforma la struttura visiva.
A partire dal centro della perfetta costruzione prospettica tipica del Perugino, si generano vortici cromatici, movimenti circolari che dissolvono la rigidità spaziale e introducono una dimensione dinamica e quasi ipnotica. L’ordine rinascimentale viene così attraversato da una tensione contemporanea, che non ne cancella l’armonia ma la reinterpreta.
Visione critica
Le opere di questo ciclo sono state descritte come immagini enigmatiche e fortemente evocative:
“Le fotografie di Raffaella Franci, misteriose e conturbanti, appaiono come vortici coloratissimi. La fotografa penetra l’opera del pittore rinascimentale fotografandone le opere, per poi modificarle graficamente in scenari vorticosi ed enigmatici.”
A. Baffoni
Il lavoro di Franci non si pone come una sovrapposizione arbitraria, ma come un atto di attraversamento: la fotografia entra nella pittura, la scompone e la restituisce in una nuova forma, mantenendo viva la tensione tra passato e presente.
Un esempio emblematico
Tra le opere rielaborate spicca Orazione nell’Orto, intervento fotografico di Raffaella Franci a partire dall’omonima tela del Perugino, dipinta alla fine del Quattrocento e oggi conservata presso la Galleria degli Uffizi di Firenze. L’opera originale, già carica di equilibrio e intensità spirituale, diventa il fulcro di una trasformazione visiva che ne amplifica il potere emotivo attraverso il colore e il movimento.
Continuità e contemporaneità
Il progetto I colori del Divin Pittore dimostra come il linguaggio dell’arte rinascimentale possa continuare a generare nuove visioni, dialogando con i mezzi espressivi contemporanei. In questo incontro tra fotografia e pittura, tra Perugino e Franci, il colore diventa il vero protagonista: elemento senza tempo, capace di attraversare i secoli e di rinnovare continuamente il proprio significato.
All’interno del percorso di Domi Gallery, questo dialogo assume un valore particolare, radicandosi in un luogo profondamente legato alla storia del Perugino e aprendosi, allo stesso tempo, a una lettura attuale dell’eredità rinascimentale.
