5 temi che definiranno il mercato dell’arte nel 2026
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Leggendo le analisi e le riflessioni delle grandi piattaforme internazionali dedicate al mondo dell’arte — come Artsy — Domi Gallery desidera condividere con voi alcuni temi chiave che emergono con forza e che, secondo gli esperti, influenzeranno profondamente il modo di creare, vendere, collezionare e vivere l’arte nel corso del 2026.
Si tratta di cambiamenti già in atto, che raccontano un sistema dell’arte in evoluzione: più consapevole, più selettivo e sempre più globale.
1. Il Medio Oriente come nuova potenza culturale
Il Medio Oriente è destinato a diventare una delle aree più rilevanti del mercato globale dell’arte. Nel 2026 si concentreranno aperture di nuove istituzioni, festival, biennali e fiere, capaci di attrarre pubblico internazionale e di consolidare la posizione di città come Doha e Abu Dhabi come nuovi centri culturali di primo piano. Anche le principali case d’asta stanno ampliando in modo significativo la loro presenza nella regione.
2. Biennali e artisti “breakout”
Le grandi esposizioni internazionali — in particolare la 61ª Biennale di Venezia, la 25ª Biennale di Sydney e la Whitney Biennial di New York — continueranno a rappresentare occasioni decisive per artisti emergenti o ancora poco conosciuti. Pur non essendo eventi commerciali, le Biennali generano visibilità e credibilità, creando spesso un immediato slancio di mercato. Le scelte curatoriali, sempre più orientate verso temi come intimità, decolonizzazione e sovranità indigena, contribuiscono a ridefinire il panorama artistico contemporaneo.
3. Aste: qualità più che quantità
Nel settore delle aste si assiste a un ritorno deciso alla qualità. Collezionisti e case d’asta privilegiano opere e artisti con una storia solida, una reputazione consolidata e un valore documentato nel tempo. Questo approccio tende a ridurre le dinamiche speculative e a rafforzare la fiducia complessiva nel mercato.
4. Gallerie: ritmo più misurato e strategie collaborative
Dopo anni di forte volatilità, molte gallerie stanno adottando strategie più attente e sostenibili. La crescita non è più indiscriminata, ma basata su collaborazioni, spazi condivisi e su un equilibrio più consapevole tra presenza fisica e digitale. Anche i collezionisti mostrano un atteggiamento più selettivo, orientato a scelte ponderate e a lungo termine.
5. L’impatto dell’intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale è ormai parte integrante del sistema dell’arte. Il dibattito resta aperto sul suo ruolo, sia come strumento creativo sia come supporto alle dinamiche di mercato, ma è evidente che l’uso dell’AI continuerà a crescere. Dalla produzione artistica alla ricerca, dalla catalogazione alla gestione amministrativa, la tecnologia sta ridefinendo molte pratiche del mondo dell’arte.